Psicologia e crescita personale

Lasciare andare i giudizi e la perfezione: qualche considerazione "senza tempo"

Jeanne Floresca Jeanne Floresca, 21 marzo 2016
E' impossibile per chiunque vivere da persona perfetta E' impossibile per chiunque vivere da persona perfetta

Per vivere serenamente, dovresti abbandonare ogni pretesa di perfezione.

Ho capito a un certo punto che giudicavo gli altri perché giudicavo me stessa. Negli ultimi mesi ho cercato di instillarmi una nuova idea: “meno giudico me stessa, meno giudicherò gli altri.” E voglio adottare questa determinazione perché ho capito che mi preferisco “non giudicante”.

Allo stesso tempo, mi sono accorta che avevo una tendenza a giudicare gli altri – ed anche me stessa – in relazione a ciò che una ipotetica “persona perfetta” avrebbe fatto.

Ho preso questa idea nel libro “The Queen’s Code” di Alison A. Armstrong. Nel suo libro, la Armstrong spiega perché molte donne si arrabbiano con i loro uomini perché comparano i loro comportamenti al modello di ciò che la donna ideale farebbe in quella particolare circostanza.

La realtà è che è impossibile per qualsiasi donna o uomo vivere da persona perfetta.

A maggior ragione, siccome la perfezione è impossibile da raggiungere, questa aspettativa è semplicemente inutile e dannosa.

Ho deciso che – giudicando meno – smetterò anche di giudicare le persone comparandole a un ideale. Ma se mi capita di giudicare – perché appunto non sono perfetta e a volte accade – mi scopro ad avere più comprensione con gli altri che con me stessa.

Sono più comprensiva con gli altri quando non sono perfetti – ad esempio quando sembrano non sapere cosa fare o dire. Perdono le persone con una certa facilità per gli errori che commettono e comportamenti scorretti. Spesso vado oltre la compassione e sento empatia per gli altri.

E tutto ciò non fa una piega, ma cosa ne è dell’empatia e della compassione quando devo accettare che sono io a non essere perfetta? Dove finisce la comprensione quando sono io stessa a non sapere cosa dire o cosa fare?

So che dovrei avere più compassione per me stessa perché conosco tutta la mia storia.

So come sono stata cresciuta. Conosco i miei pensieri. Conosco i miei sentimenti. So come ho agito nella mia vita.  

So tutto quello che mi è toccato passare, e so che dovrei essere comprensiva verso ciò che non so, verso i miei errori, le mie imperfezioni, e così via.

Capisci quello che sto dicendo? Io credo di sì. Sto partendo dal presupposto che abbiamo questo in comune.

Noi giudichiamo noi stesse troppo severamente contrapponendoci ad un ideale che non è reale.

Ora che ho compreso questo mio meccanismo, cercherò di essere più gentile con me stessa.

Dirò a me stessa: “scusa, mi spiace”. Dirò a me stessa “stai facendo del tuo meglio e sei una brava persona”.

Ascolterò i miei sentimenti e mi darò il permesso di sfogarmi. Mi arrenderò al fatto di non essere perfetta – o di non essere come mia madre, come le mie sorelle, come qualche altra donna che penso abbia le risposte giuste alle domande della vita.

Io perdono me stessa. Mi prenderò cura di quelle esperienze che mi hanno insegnato che c’era bisogno che io fossi perfetta per essere amata, accettata, e compresa. (che enorme cag…cavolata!)

Accetterò ed amerò me stessa per come sono – imperfetta – perché me lo merito.

Inoltre, solo io sono in grado di offrire a me stessa questo particolare tipo di compassione perché nessuno conosce la mia storia meglio di me. In questo senso, sono la persona perfetta per questo lavoro.

Infine…

Io – noi, abbiamo bisogno di lasciare andare il fatto di giudicarci.

Siamo troppo vecchie (e questa è un’affermazione che raramente sentirai da me) ed auspicabilmente sagge per non capire che l’essere eccessivamente critiche con noi stesse non ci porta ad un cambiamento positivo ma piuttosto a coltivare sentimenti ed emozioni negative nei nostri stessi confronti. Che peggiorano qualsiasi cosa noi siamo o facciamo.

Cambiare e migliorare noi stesse è ammirevole, ma se ci stiamo confrontando con un ideale non realizzabile è inevitabile che falliremo miseramente e allora cosa avremo ottenuto? Una vita piena di rimpianti, scommetto.

Ricorda che la perfezione non esiste in nessuno dei seguenti ruoli o soggetti:

  • Figlia/Figlio
  • Moglie/Marito
  • Madre/Padre
  • Sorella/Fratello
  • Fidanzata/Fidanzato
  • Cane :)
  • Corpo
  • Relazioni
  • Religione
  • Percorso spirituale
  • Mediazione
  • Carriera
  • Cucina
  • Gestione della casa
  • Scrittura
  • Eloquio in pubblico
  • Insegnamento
  • Politica
  • _____________

E c’è ancora una cosa…

Oltre al fatto di accettare di non essere perfette, dobbiamo rivelare le nostre imperfezioni perché sono proprio quelle a fare la nostra unicità.

E nessuno al mondo può fare questo meglio di te.

Con tutte le nostre imperfezioni ed i nostri limiti, ed è questa la cosa più importante, siamo comunque abbastanza forti da affrontare le sfide che ci attendono, e da farlo bene, con successo.

Con le nostre imperfezioni a carenze, siamo comunque capaci di risolvere i nostri problemi.

Con i nostri limiti, siamo comunque capaci di vivere una vita felice, appagante, ricca di amore.

Sì. TU ed IO.

Come abbiamo già detto – sei tu che guidi la tua vita – e tutte le donne memorabili sono complesse ed imperfette a loro modo.

Ripetitelo: non sono perfetta e va bene così.

La tua coach,

Jeanne

Questo articolo è stato tradotto e pubblicato su cortese autorizzazione di Jeanne. Puoi trovarne la versione originale a questo link.


Jeanne Floresca

Jeanne Floresca è una life coach americana, di San Francisco – California, che lavora principalmente con le donne con l’obiettivo... Scopri di più sull'autore