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Se fa male, non è amore: perché non dovresti restare in una relazione abusiva

Dr.ssa Magdalena Battles Dr.ssa Magdalena Battles , 17 ottobre 2017
Relazioni tossiche Relazioni tossiche

E' importante riconoscere i segnali di una relazione abusiva prima di farsi coinvolgere profondamente

L’abuso non è mai amore. Ha a che vedere con il potere ed il controllo su una persona. Di solito si manifesta in piccolo inizialmente e poi, nel tempo, diventa un problema più grande. Di solito le situazioni abusive non iniziano con danni fisici, ma con danni emotivi.

Gli abusi peggiorano man mano che la relazione avanza nel tempo. Spesso nella prima fase non accade nulla a livello fisico, ma la tendenza al controllo è visibile fin dalle prima fasi della relazioni. Questi comportamenti tendenti al controllo sono già abusi. Ed è per questo che è fondamentale riconoscere i segnali di una relazione abusiva prima di farsi coinvolgere troppo profondamente.

Gli abusi sono molto più diffusi di quanto normalmente si riconosca.

Forse penserai che la cosa non ti riguardi ma non è così, perché senz’altro qualcuno che conosci ne è coinvolto.

Gli abusi non hanno barriere socioeconomiche, razziali o culturali. Avvengono negli ambienti ricchi così come in quelli poveri. Può capitare a chiunque, nel corso della vita. Un articolo su Livestrong.com fornisce alcune importanti informazioni sulle categorie più soggette:

“La violenza domestica è la principale causa di lesioni per le donne di età compresa tra i 15 ed i 44 anni”.

Questo significa che le donne in questa fascia di età hanno maggiori probabilità di subire violenza fisica dai loro partner che di restare ferite in un incidente d’auto.

L’abuso non è una questione esclusivamente fisica.

Spesso si pensa che l’abuso sia una questione di violenza fisica, ma nel concetto di abuso c’è molto di più di un danneggiamento fisico. L’abuso riguarda tutte quelle situazioni in cui una persona vuole acquisire il controllo di un’altra. Questo desiderio di controllo porta ad una serie di comportamenti controllanti che comprendono l’isolamento dagli amici e dalla famiglia, le minacce, gli abusi emotivi eccetera.

La maggior parte dei centri di violenza utilizzano la “Ruota del Potere e del Controllo” per evidenziare i tipi di abusi, visto che vanno ben oltre gli aspetti fisici. L’abuso si manifesta in potere e controllo che spesso si presentano in queste forme, spesso molto prima che l’abuso fisico si manifesti:  

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Chi commette abusi può cambiare, ma non è molto probabile che questo accada.

La maggior parte delle persone che restano in relazioni abusive lo fanno perché sperano che la persona cambi. Sfortunatamente, pochi studi evidenziano cambiamenti significativi nei comportamenti delle persone che compiono abusi.

Ma un cambiamento è possibile? Sì, ma molti ricercatori, incluso il noto esperto di abusi Lundy Bancroft, dicono che si tratta di un processo che dura una vita e che si realizza solo se la persona è realmente determinata al cambiamento : è come una malattia che non guarisce mai davvero ma che a un certo punto diventa dormiente.

Nel caso specifico, diventerà dormiente solo perché il violento chiede aiuto e decide di non commettere più abusi. Devi anche tenere conto delle probabilità che il cambiamento si perfezioni, che gli esperti non ritengono sia molto promettente. Il The National Domestic Violence Hotline dice:

“C’è una percentuale molto bassa di violenti che realmente cambiano la loro vita”.

Per un violento, cambiare il proprio modo di relazionarsi richiede uno sforzo enorme. Se stai frequentando qualcuno che dà segno di essere una persona violenta devi seriamente valutare cosa potrà accadere in futuro quando le cose peggioreranno col passare del tempo.

Come capire se una persona violenta è davvero cambiata

Come fare a sapere se il violento è davvero cambiato e quindi gli episodi violenti non si ripeteranno più?

Il National Domestic Violence Hotline descrive come un violento dimostra un cambiamento autentico. Tra questi cambiamenti c’è il fatto di non cercare più scuse per i comportamenti abusivi, riconoscere i modelli orientati al controllo sottostanti, scusarsi con le persone che hanno subito abusi e soprattutto mostrare reazioni nuove quando una situazione si surriscalda.

Una lettera aperta da un ex violento offre un esempio reale di cambiamento e rende l’idea di quanto difficile questo cambiamento possa essere: 

Se senti di poter esprimere la tua opinione senza paura che il tuo partner ti attacchi fisicamente o verbalmente? Sei libera di essere aperta e sincera con il tuo partner riguardo ai tuoi sentimenti confidando nel fatto che non reagirà in modo abusivo?  

Se no, non è veramente cambiato.

L’abuso è ciclico. E se ti sembra che la situazione sia calma, potrebbe essere semplicemente perché siete nella fase post abuso (conosciuta anche come fase della luna di miele). La fase della luna di miele è quando il tuo partner è dolce e gentile, cercando di riconciliarsi dopo averti inflitto un abuso. Il cambiamento non è reale se lui rientra nel ciclo degli abusi e comincia a dimenticarsi dei precedenti e degli abusi a cui ti ha già sottoposta.

La tavola della violenza domestica illustra questo ciclo molto chiaramente:

  1. La fase della creazione della tensione. La tensione nasce e si alimenta su faccende della vita quotidiana come soldi, bambini o lavoro. Iniziano gli abusi verbali. La vittima cerca di controllare la situazione compiacendo l’aggressore, cedendo o comunque evitando l’abuso. Ma nessuno di questi passi riesce ad evitare la violenza. Alla fine, la tensione raggiunge un punto di ebollizione e l’abuso fisico inizia.
  2. Episodio violento acuto. Quando la tensione raggiunge il picco, la violenza fisica inizia. Normalmente è scatenata da un fattore estero o da uno stato emotivo del violento – ma non da un comportamento della vittima. Questo significa che l’inizio dell’episodio violento è imprevedibile ed incontrollabile da parte della vittima. Ciò nonostante, alcuni esperti ritengono che la vittima inconsciamente provochi l’episodio violento perché la tensione venga rilasciata e si possa passare alla fase successiva, della luna di miele.
  3. La fase della luna di miele. Innanzitutto, il violento si vergogna del suo comportamento. Esprime rimorso, cerca di minimizzare l’accaduto e potrebbe cercare di incolparne la vittima. Potrebbe mostrare un comportamento affettuoso e gentile seguito da scuse, generosità e disponibilità a collaborare. Cercherà di convincere il partner che l’abuso non si verificherà più. Questo comportamento affettuoso e dispiaciuto rafforza il legame tra i partner e probabilmente andrà a convincere la vittima, ancora una volta, che interrompere il legame non sia necessario.

La fase della luna di miele è quella che trattiene la maggior parte degli individui abusati nelle relazioni. Essi hanno così tanta speranza che le cose resteranno come nella luna di miele che restano nella relazione anche dopo che l'evento violento si è manifestato.

Nella maggior parte dei casi, il violento non cercherà aiuto professionale ed il ciclo continuerà. È soltanto questione di tempo perché si ripresenti: dipende da te decidere se restare in una relazione abusiva e subire nuovi episodi violenti. Se sei oggetto di abusi, interrompi il ciclo chiedendo aiuto oggi stesso.

Se stai subendo abusi, fatti aiutare subito.

La vita è troppo breve per consentirti di viverla essendo ferita e maltrattata da un altro essere umano. Nessuno merita questo. Ci sono centri anti-violenza in tutto il paese ed aiutano le persone oggetto di violenza gratuitamente.

Se una amica o parente è oggetto di abusi, è necessario offrirle supporto ed ascoltarla. È estremamente difficile per una persona interrompere una relazione abusiva per una molteplicità di ragioni, quindi devi offrire supporto e non assumere un atteggiamento giudicante.

Le ragioni per cui una persona fa fatica a lasciare includono: la paura del giudizio sociale, il fatto di non avere abbastanza soldi per iniziare una vita per conto proprio, l’amore per il partner, ed molte altre. A volte c’è più di una ragione, il che rende ancora più difficile il tutto. Il sito Love is Respect elenca molti motivi per cui le persone restano in relazioni abusive. Fornisci alla persona abusata aiuto, come informazioni su dove trovare ospitalità o supporto on-line. Soprattutto, sii presente per ascoltare e non per giudicare la persona per la situazione difficile e le sue decisioni.  

Il violento ha sempre bisogno di un aiuto professionale ed in particolare di sottoporsi ad un programma articolato che permetta di interrompere il comportamento violento ed ottenere un vero cambiamento. 

Se non puoi andare via, fai un piano per la tua sicurezza.

A volte una persona non è pronta a lasciare una situazione abusiva per una molteplicità di ragioni. Può non sapere dove andare a vivere, non aver soldi, avere paura del giudizio sociale  e molto altro. In questo caso è importante avere n piano di sicurezza per poter andare al sicuro quando la situazione degenera.

Ad esempio si possono avere più uscite di sicurezza in casa, avere un amico o contatto da poter chiamare in caso di bisogno, avere da parte una somma di denaro per le emergenze, ed i contatti di un centro anti-violenza nelle vicinanze. Il sito “Stop Relationship Abuse” fornisce molti suggerimenti in questo senso, come il fatto di tenere a portata di mano i documenti più importanti per il caso in cui si dovesse partire all’improvviso in una situazione di emergenza. 


Questo articolo è stato tradotto e pubblicato su gentile autorizzazione dell'autrice. Puoi trovarne la versione originale, pubblicata sul magazine di lifestyle e self-help Lifehack, a questo link.


Dr.ssa Magdalena Battles

Magdalena Battles, psicoterapeuta, ha conseguito un PhD in Psicologia Accademica e Clinica, una laurea specialistica in Counseling... Scopri di più sull'autore