Sentimenti, relazioni, sessualità

Aiuto, il mio ex si comporta da stalker: che faccio?

TheBloomingJourney TheBloomingJourney, 06 marzo 2014
Le conseguenze dell'incapacità di accettare una separazione Le conseguenze dell'incapacità di accettare una separazione

Quando lui (o lei!) non vuol saperne di andarsene.

Incontri qualcuno. Te ne innamori. Iniziate una relazione. Poi… qualcosa si rompe, qualcosa va storto. Accade che uno maturi prima dell’altro e si diventi incompatibili per questo. O può darsi che ci si accorga  di avere obiettivi troppo diversi. Può darsi che la passione sia svanita e sia meglio troncare la relazione e separarsi per prevenire eventi "catastrofici" nel lungo periodo. Ci sono mille motivi più o meno buoni per i quali una relazione può concludersi. In ogni caso si arriva ad una rottura e in un mondo sano, con persone equilibrate e “funzionali”, si comprenderebbe che la vita è anche questo, e questo sarebbe “quanto”. Con strascichi di dolore certo, ma senza né tragedie e, soprattutto, senza che nessuno si metta in testa di perseguitare nessuno.

Ma magari uno dei due era (già da prima, di certo! ma magari non lo aveva dato molto a vedere) possessivo o aveva un equilibrio personale troppo fragile – un eufemismo per dire che era ossessionato dal controllo, folle, lunatico,  psicologicamente violento e che alla fine si è rivelato pienamente per ciò che realmente è. In questo caso probabilmente è proprio questa la vera, primaria, latente ma autentica ragione della rottura.

E allora accadrà che questo lui (o lei!) non – vorrà – saperne – di – andarsene.

Allora inizierà a ondeggiare tra due modalità di comportamento:

1. “Amore, mi dispiace TANTO. So che ho rovinato tutto, è solo colpa mia, ma devi darmi un’altra possibilità. Questa volta non sbaglierò” (come se non aveste già litigato 18 volte per la stessa cosa!);

2.  “Pensi che io ti lasci andare? Non – se – ne - parla. Tu avrai rotto con me, ma io non ho rotto con te. Siamo ancora insieme. Non posso nemmeno IMMAGINARE di stare con qualcun altro!”.

stalking corpo 2

Dirà una di queste cose (o entrambe) tutte le volte che potrà. Alle quattro di mattina al telefono (a volte da sobrio, altre da ubriaco), mentre dovrebbe essere in ufficio, sugli scalini di casa, accanto alla macchina parcheggiata fuori dal centro commerciale (perché ti avrà seguita…lui DOVEVA parlarti, doveva), o nei casi estremi ai piedi del tuo letto, di mattina… mentre magari il tuo nuovo amante è sotto la doccia.

Ex che dimostrano una colossale mancanza di autocontrollo, una incapacità di riconoscere i confini e rispettarli, ed una sorprendente attitudine a negare.

Cosa sono? Mine vaganti? Derivano da un cedimento del processo di selezione genetica? Può darsi, o può darsi di no. In ogni caso, non riusciranno a lasciarti andare via.


Non che questo rappresenti una scusa al loro folle (talvolta spaventoso, talvolta violento) comportamento… ma questa è una  verità: sono in una condizione più debole della tua. Non possono lasciarti andare perché (in molti casi)  non hanno il senso del loro valore ed un livello sano di autostima. Quindi, sentono di avere bisogno della tua per sopravvivere… di luce riflessa. E apparentemente non si fermeranno davanti a niente pur di riprendersela.

E qui viene il punto critico. Siccome tu sei una persona gentile e sensibile, siccome comunque hai amato il tuo ex, o almeno gli hai voluto molto bene, e ti dispiace vederlo soffrire, cercherai di spiegargli  PERCHÉ le cose non hanno funzionato tra di voi, di aiutarlo a farsene una ragione. Oppure il suo comportamento oltraggioso (minacce di suicidio, chiamate alle 4 di notte per chiederti di vedervi) ti spingeranno a volerlo “assistere”, stargli vicino durante la rottura. 

Questo NON va bene. Non puoi assisterlo e sorreggerlo. Tu non devi e non puoi essere complice di qualcuno nella sua incapacità di crescere. Farlo non aiuterà lui, e men che meno te. Inoltre potresti essere tentata di simpatizzare col suo malessere, di scorgere del romanticismo, della passionalità o addirittura della poesia nel suo attaccamento morboso a te: non cadere in questo equivoco. L’amore presuppone la capacità di camminare sulle proprie gambe, anche nel dolore. Il tema è complesso ma quel che ti serve sapere è che lo stalking non esprime affatto amore: la sua è invece dipendenza, una sorta di dipendenza infantile da bambino mai cresciuto.

stalkers creepy

Quello che serve è: distanza, chiarezza, ed una onesta ed oggettiva valutazione della situazione. Non rispondere alle telefonate. Non accettare i regali che ti spedisce. Smetti di stare al suo gioco. Non fare intervenire la tua famiglia ed i tuoi amici (ma fatti sostenere da loro, parla con loro di quello che accade, non isolarti). Non offrire ricompense emotive al suo comportamento. E smetti di pensare che le cose si sistemino da sé. Se continua e non accenna a calmarsi, se il suo atteggiamento ha distrutto la tua serenità, visita il comando di polizia più vicino, o parlane con un buon  avvocato, e valuta seriamente l’ipotesi di denunciarlo. La tua sicurezza è importante. Chiedi aiuto ad un consultorio o ad una struttura del genere. Fatti sostenere psicologicamente, non essere sola nell’affrontare lo stillicidio a cui ti sottopone.


Nel frattempo: non importa quando folle il suo comportamento sia… cerca di realizzare che quello che sta accadendo non è colpa tua, non dipende da qualcosa che hai fatto TU. I comportamenti squilibrati sono così. Le persone mentalmente instabili fanno ciò che fanno… ma ciò non significa AFFATTO che ciò che fanno lo abbia causato tu. Non cadere nella trappola di simpatizzare con il suo malessere. Ancora una volta, lui sta scegliendo di comportarsi così … perché lui (non) funziona così, e non come risultato di qualcosa che tu hai – o non hai – fatto.

Ricapitolando:

  • stabilisci le distanze e mantienile: non farti intenerire, non indugiare in spiegazioni, non cercare di sostenerlo o aiutarlo;
  • non minimizzare: lo stalking è un reato e un comportamento (almeno) psicologicamente violento;
  • non fare intervenire i tuoi parenti ed amici, non “mandarli a parlare” con lui, ma fatti sostenere da loro. Non isolarti, valuta la possibilità di un aiuto tecnico (psicologi, consultori ecc.);
  • valuta la possibilità di sporgere denuncia. Toglierti la serenità NON è un suo diritto, nemmeno se siete stati insieme per anni, nemmeno se avete uno o più bambini (in questo caso, a maggior ragione);
  • non entrare nel loop della sindrome di Stoccolma: il suo comportamento non ha scusanti e soprattutto NON è colpa tua, ma sua esclusiva responsabilità.

Sul sito dedicato allo stalking stalking.it puoi trovare alcune indicazioni utili ed interessanti.

Photocredit: voir.it, stalking.it, twifans.com


TheBloomingJourney

Quarantenne, milanese di adozione, appassionata di psicologia pratica, avida nello studiare e generosa nello scrivere di crescita... Scopri di più sull'autore